
Roma.
La Città Eterna.
Per i mortali una metropoli splendida e caotica, per i figli della notte è un campo di caccia millenario, un altare di sangue su cui generazioni di vampiri hanno sacrificato le loro anime.

Sub Umbra
Da secoli, i clan più antichi si annidano tra le rovine e i palazzi, custodendo segreti nati quando l’Impero era ancora giovane. Camminano sulle stesse pietre che videro scorrere il sangue dei gladiatori, si muovono tra vicoli e basiliche dove l’ombra è già di casa.
A Roma nulla muore davvero.
Tutto cambia forma, tutto lascia un’eco.
Dietro le colonne spezzate del Foro, nelle cripte sotto Trastevere, nei palazzi rinascimentali dove il potere umano gioca senza capire chi stia davvero tirando i fili, si muovono i veri dominatori della notte
Sette clan.
Sette vizi antichi quanto la fame.
Sette spine nel cuore della Città Eterna.
Le casate oscure che si spartiscono Roma sono sette, come i colli su cui la città è nata.
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A Roma i clan non sono semplici dinastie vampiriche.
Sono incarnazioni dei peccati della città.
Hanno visto imperi nascere e crollare, papi umiliati e imperatori traditi.
E ancora oggi sorridono con la pazienza di chi sa che il tempo, qui, lavora per loro.La politica vampirica romana è una lama sottile:
brilla al buio,
colpisce senza rumore.
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Ogni alleanza è temporanea, ogni sussurro è un ricatto, ogni favore un debito.
Quando i clan si radunano e l’odore del sangue fresco serpeggia tra i colonnati battuti dal vento notturno, la città sembra trattenere il respiro.
Roma non appartiene ai vivi.
Roma appartiene a chi sa aspettare.
E nelle notti in cui gli immortali si incontrano per celebrare i loro antichi riti, la Città Eterna mostra il suo vero volto:
crudele, splendido, insaziabile.
Una regina di pietra che pretende sangue.
Sempre.

