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Le Tentatrici

CLAN VOLUPTARII

Per i Voluptarii la lussuria non è eccesso, ma consapevolezza.

È il momento in cui il desiderio smette di essere istinto e diventa strumento.

Chi desidera è vulnerabile.

Chi è desiderato, governa.

I Voluptarii coltivano l’attrazione come altri coltivano l’oro o la violenza. Sanno che nessun potere è più efficace di quello che viene concesso volontariamente.

ORIGINI E MITO

I Voluptarii fanno risalire la propria nascita a una donna che la storia ha voluto ridurre a scandalo, ma che Roma ha sempre temuto: Lucrezia Borgia.

Figlia di Rodrigo Borgia, divenuto papa Alessandro VI, Lucrezia crebbe nella Roma dei palazzi cardinalizi, delle alleanze siglate nei corridoi e delle reputazioni distrutte a tavola. Fu data in sposa più volte, sempre per ragioni politiche, e ogni matrimonio fu accompagnato da voci, sospetti, insinuazioni. Veleni, incesti, complotti: Roma parlava, e Lucrezia imparò presto che la fama è una forma di potere, se sai controllarla.

Quando si trasferì a Ferrara come duchessa, sotto la protezione degli Este, la sua immagine cambiò ma non si indebolì. Divenne mecenate, protettrice di artisti e poeti, figura centrale di una corte raffinata e ambigua. Mentre i cronisti si dividevano tra chi la dipingeva come vittima e chi come peccatrice, Lucrezia costruiva qualcosa di più solido: una rete di relazioni intime, confidenze personali, legami che passavano dal desiderio prima ancora che dalla politica.

Secondo la tradizione dei Voluptarii, fu proprio questa capacità di muoversi tra scandalo e rispetto a richiamare l’attenzione dei Figli della Notte. Lucrezia non dominava con la forza né con l’oro, ma con la prossimità: sapeva cosa far sentire importante ogni interlocutore, e cosa far mancare al momento giusto. L’Abbraccio non fu un atto violento né segreto, ma un passaggio naturale, avvenuto quando comprese che la sua influenza non avrebbe dovuto morire con il suo corpo.

Da Lucrezia nacque il clan dei Voluptarii.
Non come discendenza biologica, ma come eredità di metodo.

Nei secoli successivi, le figlie della Madre hanno continuato a operare dove il desiderio incrocia il potere: nelle corti, nei salotti, nei teatri, nei luoghi in cui la reputazione si costruisce e si distrugge. Ogni volta che una passione è stata usata per ottenere fedeltà, silenzio o rovina, il nome di Lucrezia è tornato a circolare come un sussurro.

Per i Voluptarii non esistono dubbi né ironia.
Lucrezia Borgia è la Madre del Clan.
E Roma, ancora oggi, desidera secondo le regole che lei ha insegnato.

Filosofia di non morte

I Voluptarii credono che l’eternità senza desiderio sia una forma di morte anticipata.
Essere immortali significa restare necessari, irresistibili, centrali.

Secondo loro:

  • il controllo nasce dall’intimità, non dalla distanza;

  • la vergogna è una costruzione sociale, utile solo a chi non desidera;

  • chi smette di essere desiderato, smette di contare.

Non vogliono comandare apertamente.
Preferiscono essere indispensabili.

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Gerarchia

Il clan Voluptarii è organizzato come una corte di influenza, dove il desiderio è moneta di scambio e la reputazione una forma di potere. La gerarchia non si fonda sulla forza né sull’età, ma sulla capacità di rendersi indispensabili.

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1. La Domina Voluptatis (solo donna)
Guida del clan e custode dell’eredità di Lucrezia Borgia. Non governa apertamente, ma decide chi viene desiderato, chi viene ascoltato e chi viene lentamente escluso.
La sua parola raramente è un ordine diretto, ma quando lo è non ammette replica.

 

2. Le Matrone
Membri anziani che custodiscono l’esperienza e la memoria sociale del clan. Gestiscono reti di relazioni, alleanze e dipendenze emotive, usando il desiderio come strumento politico.

 

3. Gli Intimi
Operativi del clan, incaricati di muoversi a stretto contatto con figure influenti, vampiri o mortali. Non seducono necessariamente: sono confidenti, presenze costanti, voci rassicuranti o tentazioni irrisolte.

 

4. I Custodi del Velo
Responsabili della reputazione del clan. Gestiscono scandali, dicerie, segreti e silenzi, decidendo cosa alimentare e cosa soffocare prima che diventi una minaccia.

 

Nel clan Voluptarii, il desiderio non è mai lasciato al caso.
Chi ne diventa schiavo, perde ogni ruolo.

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Poteri minori

1.  Carezza Persistente

Il desiderio trattiene ciò che sta per spegnersi.

Effetto di gioco:
Una volta per serata, il Voluptarius stabilisce un contatto fisico leggero e dichiarato (una mano, un gesto intimo ma non invasivo) e pronuncia:
“Resta con me.”
Il bersaglio viene immediatamente stabilizzato se esanime e recupera 1 Punto Vita.
Il bersaglio deve interpretare un senso di conforto, calore o attaccamento momentaneo.

​

 

2. Seduzione Mentale

Il Voluptarius piega la percezione, non la volontà.

Effetto di gioco:
Il Voluptarius guarda il bersaglio e dichiara:
“Lasciati sedurre.”
Finché mantiene il contatto visivo, il bersaglio considera il Voluptarius una persona estremamente affidabile e benintenzionata.
Il bersaglio mantiene piena libertà d’azione, ma deve interpretare maggiore apertura, ascolto e assenza di ostilità diretta, sentendosi a proprio agio nel condividere confidenze personali.

 

 

3. Legame Possessivo

Il desiderio pretende esclusività.

Effetto di gioco:
Il Voluptarius guarda il bersaglio e dichiara chiaramente:
“Sei mio.”
Finché Voluptarius e bersaglio si trovano nella stessa stanza, il bersaglio deve schierarsi dalla sua parte nelle discussioni, difenderlo verbalmente e, se necessario, intervenire fisicamente per proteggerlo, interpretando gelosia verso chi lo contraddice o gli si avvicina troppo.
L’effetto non obbliga ad azioni suicide o chiaramente letali e termina immediatamente se uno dei due lascia la stanza.

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